{"id":320,"date":"2023-03-01T22:25:45","date_gmt":"2023-03-01T22:25:45","guid":{"rendered":"https:\/\/verrina.it\/wp\/?p=320"},"modified":"2023-05-26T08:10:51","modified_gmt":"2023-05-26T08:10:51","slug":"reflections-di-dino-e-franco-piana-ensemble-una-preziosa-opera-contemporanea-gia-consegnata-agli-annali-del-jazz-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/verrina.it\/wp\/2023\/03\/01\/reflections-di-dino-e-franco-piana-ensemble-una-preziosa-opera-contemporanea-gia-consegnata-agli-annali-del-jazz-italiano\/","title":{"rendered":"\u00abREFLECTIONS\u00bb DI DINO E FRANCO PIANA ENSEMBLE, UNA PREZIOSA OPERA CONTEMPORANEA GI\u00c0 CONSEGNATA AGLI ANNALI DEL JAZZ ITALIANO"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">I dischi di Dino e Franco Piana Ensemble hanno un intreccio narrativo appassionante. Prima di entrare nel dettaglio di \u00abReflections\u00bb, che succede all\u2019eccellente \u00abOpen Spaces\u00bb, di cui abbiamo ampiamente trattato, mi preme fare alcune piccole \u00abriflessioni\u00bb. Anni fa, in un libro di Leonardo Sciacia leggevo una cosa alquanto curiosa, che riporto per sommi capi, non letteralmente. Un contadino siciliano, vicino di casa dello scrittore gli domandava: \u00ab<em>Professore che state scrivendo un altro libro?<\/em>\u00bb, Quindi lo incalzava, dicendo: \u00ab<em>Sicuramente nel libro c\u2019\u00e8 un castello, un re, un rivale, una battaglia e una storia d\u2019amore<\/em>\u00bb. Di certo, questa non \u00e8 mai stata la dimensione tipica della letteratura di Sciacia, ma nella mentalit\u00e0 popolare, l\u2019archetipo di costruzione letteraria prevede sempre un certo tipo schema narrativo. I temi epici nel corso dei decenni, hanno fatto la fortuna di molti romanzi, ma anche del cinema, dell\u2019opera lirica, del teatro. La musica in genere non sfugge a questa regola aurea dello&nbsp;<em>scribitur ad narrandum<\/em>. In senso lato, i dischi di Dino e Franco Piana sono opere letterarie, calate in un contesto jazz, racconti epici tra re, castelli e battaglie. Basta aprirsi al trasferimento della sensazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Ad esempio nella track-list di un album come \u00abReflections\u00bb<\/strong>&nbsp;i vari brani possono essere suddivisi o percepiti dal fruitore come i singoli capitoli di un racconto con una sequenzialit\u00e0 quasi narrativa, dove il plot strumentale sembra raccontare una storia che si infittisce, che riserva colpi di scena, dove i personaggi, in questo caso i musicisti, cambiano e si susseguono, spariscono e poi ritornano, ma ogni volta s\u2019incastrano perfettamente nel costrutto sonoro. Fuor di metafora, gli elementi cardine di \u00abReflections\u00bb sono inequivocabilmente la struttura narrativa e la strategia esecutiva, dove ogni singolo pezzo \u00e8 affidato ad una formazione eterogenea al fine di ottenere differenti risvolti emotivi e sonori ed espressioni timbriche variegate e molteplici. Le parole di Franco Piana, riportate nelle note di copertina, sono alquanto esaustive: \u00ab<em>Reflections\u00bb \u00e8 un piccolo flash su questo periodo cos\u00ec difficile. Il progetto nasce infatti durante il lockdown e vi confluiscono le mie ultime riflessioni ed esperienze. Ho pensato, insieme a mio padre, che ogni brano potesse avere un organico diverso. Iniziamo infatti da \u00abSkylark\u00bb, suonato dal trombone in solo, passando poi a brani in duo \u2013 trio \u2013 quartetto \u2013 quintetto \u2013 sestetto, fino ad arrivare ad arrangiamenti per quartetto d\u2019archi (B.i.m. Orchestra), 4 flauti, piano e flicorno. Quindi uno sguardo verso le molteplici possibilit\u00e0 d\u2019espressione che i vari organici ci potessero offrire<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Per completezza, diciamo che il line-up ad incastro sulle varie tracce&nbsp;<\/strong>\u00e8 formato da Dino Piana trombone, Franco Piana flicorno, Stefania Tallini pianoforte, Dario Deidda basso, Roberto Gatto, batteria, Lorenzo Corsi flauto, Ferruccio Corsi sax alto con la partecipazione della B.I.M. Orchestra di Marcello Sirignano e Giuseppe Tortora per gli archi. L\u2019impatto con l\u2019album \u00e8 sorprendente, l\u2019opener, o il primo capitolo capitolo, possiede qualcosa di veramente epico: \u00e8 forse un unicum nella storia del jazz mondiale. Per la prima volta, almeno in un disco, si ascolta un intero brano per solo trombone. Non esistono precedenti che io ricordi. Dino s\u2019invola in solitaria e con profondo pathos in una toccante versione di \u00abSkylark\u00bb, scritta da Hoagy Carmichael nel 1941.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Tutto l\u2019insieme funziona in maniera mercuriale:<\/strong>&nbsp;Dino funge da asse centrale del progetto e ne diventa il demiurgo; il figlio Franco oltre a confermare le sue doti di flicornista dal fraseggio limpido e cristallino, si caratterizza come arrangiatore intelligente ed autore sopraffino; Stefania Tallini, musicista di rango e compositrice raffinata, emerge come una delle realt\u00e0 pi\u00f9 interessanti della scena italiana; Dario Deidda e Roberto Gatto, della retroguardia, garantiscono un sostegno non comune e, nelle parti solistiche, doti assolutamente straordinarie; da non sottovalutare il sostegno di Lorenzo Corsi al flauto e Ferruccio Corsi al sax alto. \u00abD and F\u00bb, a firma Franco Piana, vede in&nbsp;<em>pole position<\/em>&nbsp;la Tallini, intenta a guidare il convoglio con mano esperta e padronanza del mezzo, soprattutto il quintetto \u00e8 trascinato dall\u2019intelaiatura accordale della pianista, presidiata dal walking di Deidda e dal drumming di Gatto. \u00abThink Of You\u00bb, tirata fuori dal cilindro magico del giovane Piana, \u00e8 una ballata dove gli archi si amalgamano al flicorno e al pianoforte, trasportando il fruitore in una dimensione sospesa, quasi fiabesca, fatta di immagini suggestive e panorami mozzafiato, tracciati su carta millimetrata dal flicorno dell\u2019autore che diventa l\u2019io-narrante. \u00abThe Days At Home\u00bb \u00e8 un pianoless in formato quartetto, in cui il combo si misura in un componimento di Franco Piana giocato su un swing mid-range che rimanda ai classici trascorsi del veterano Dino. A suggello uno dialogico&nbsp;<em>call-and-response<\/em>&nbsp;tra&nbsp;<em>father and son,<\/em>&nbsp;ossia fra generazioni a confronto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>In \u00abDusk\u00bb, componimento scritto da Lorenzo Corsi,<\/strong>&nbsp;fanno nuovamente capolino gli archi, che ammantano il costrutto sonoro di elementi apotropaici, mentre il flauto arrotonda i contorni del modulo espressivo con voce policroma e floreale, sostenuto dal caldo afflato del flicorno. Con \u00abSpeedy\u00bb riemerge di nuovo l\u2019estro compositivo di Franco Piana, mentre il pianoforte va ancora in&nbsp;<em>stand-by<\/em>; cos\u00ec l\u2019ensemble, ridotto a trio, si muove tra swing e bop. \u00abPiana\u2019s Mood\u00bb, a firma Stefania Tallini, inizia con un intro di piano curato dall\u2019autrice, che fissa le coordinate di un blues dal vago sapore retr\u00f2, da cui prende forma e sostanza un ballata intrisa di vibrante lirismo, magnificata dal solito dialogo fra trombone e flicorno. \u00abLatin Groove\u00bb che reca in calce la firma dell\u2019estroso Franco, riattiva la dinamo elettrica e l\u2019energia torna sovrana a dominare sugli uomini e le cose, attraverso un flavour caraibico ed un mood vagamente esotico. \u00abStella Marina\u00bb, un\u2019ennesima creazione di Franco Piana, assume le sembianze di una suadente ballata ricamata dagli archi e dal flicorno con filigrana sottile e di pregio. Appassionato finale con \u00abEmbraceable You\u00bb di Gershwin, uno splendido&nbsp;<em>vis a vis<\/em>&nbsp;tra flicorno e pianoforte: uno per due e due per tutti. Senza cercare altri aggettivi o definizioni roboanti: \u00abReflections\u00bb, pubblicato da AlfaMusic, \u00e8 una preziosa opera contemporanea gi\u00e0 consegnata agli annali del jazz italiano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"500\" src=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Dino-Franco-Piana-Ensemble-e1684275816908.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-321\" srcset=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Dino-Franco-Piana-Ensemble-e1684275816908.jpg 1000w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Dino-Franco-Piana-Ensemble-e1684275816908-300x150.jpg 300w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Dino-Franco-Piana-Ensemble-e1684275816908-768x384.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Dino &amp; Franco Piana Ensemble<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/ I dischi di Dino e Franco Piana Ensemble hanno un intreccio narrativo appassionante. 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