{"id":301,"date":"2023-03-09T18:22:39","date_gmt":"2023-03-09T18:22:39","guid":{"rendered":"https:\/\/verrina.it\/wp\/?p=301"},"modified":"2023-05-17T14:08:12","modified_gmt":"2023-05-17T14:08:12","slug":"woody-shaw-quintet-live-in-europe-con-time-is-right-del-1983-ristampa-in-vinile-red-records-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/verrina.it\/wp\/2023\/03\/09\/woody-shaw-quintet-live-in-europe-con-time-is-right-del-1983-ristampa-in-vinile-red-records-2022\/","title":{"rendered":"WOODY SHAW QUINTET LIVE IN EUROPE CON \u201cTIME IS RIGHT\u201d DEL 1983. RISTAMPA IN VINILE, RED RECORDS, 2022"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">\u201cTime Is Right\u201d, ottimo Live di Woody Shaw, su etichetta Red Records, registrato dal vivo a Bologna nel gennaio del 1983, presso Osteria delle Dame, in occasione del Woody Shaw Quintet Live In Europe, con la produzione di Alberto Alberti e Sergio Veschi, il disco \u00e8 stato ristampato e pubblicato di recente su CD e vinile dalla nuova Red Records di Marco Pennisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Quando nel 1963 Woody Shaw fece la sua prima registrazione<\/strong>, come sconosciuto diciottenne in veste di sideman nella band di Eric Dolphy, alcuni ipotizzarono che quel nome fosse uno pseudonimo usato da Freddie Hubbard (e forse uno stratagemma per poter suonare dovunque senza obblighi contrattuali). Presto gli ascoltatori pi\u00f9 attenti notarono come il tono di Shaw fosse pi\u00f9 ampio e ricco di sfumature, mentre le sue scelte armoniche risultavano pi\u00f9 contorte e trasversali. Shaw lavor\u00f2 come gregario per molti affermati musicisti dell\u2019epoca, quali Larry Young, Art Blakey e Dexter Gordon; soprattutto ospit\u00f2 nelle sue band giovani e rivoluzionari avanguardisti, tra cui Anthony Braxton, Billy Harper, Geri Allen e Arthur Blythe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Nonostante non abbia mai avuto un riconoscimento ufficiale<\/strong>, se non post-mortem, Woody Shaw fu una personalit\u00e0 musicale dominante e le sue improvvisazioni avevano la forza di spostare l\u2019asse della musica dal piacevole al sublime, attraverso raffiche di note pungenti e perfettamente piazzate che balzavano in direzioni inaspettate. Una vita drammatica, a limite della tragedia: ipovedente e \u201clegalmente\u201d cieco, nonch\u00e9 afflitto da problemi emotivi, nel 1989 mor\u00ec in un incidente della metropolitana senza mai raggiungere quel riconoscimento e quella notoriet\u00e0 che avrebbe meritato; eppure fu un vero innovatore del linguaggio trombettistico, destrutturando e ristrutturando la concezione della sintassi armonica del proprio strumento. Shaw introdusse degli andamenti melodici solitamente impiegati con il sassofono, ossia l\u2019utilizzo frequente di intervalli di quarta e di quinta durante la fase improvvisativa. Questi elementi di assoluto modernismo ne fanno uno dei maggiori geni della musica afro-americana, purtroppo incompreso per lungo tempo o banalmente liquidato da molti, all\u2019interno di uno sviluppo lineare del jazz, come l\u2019anello di congiunzione fra Hubbard e Marsalis.<br><br><strong>L\u2019album \u201cTime Is Right\u201d contiene quattro splendide lunghe tracce<\/strong>, tra cui spicca l\u2019iniziale \u201cMoment To Moment\u201d della durata di 11 minuti e 50, una ballata mid-range, impregnata di soul, che offre alla tromba nitida ed avvolgente di Shaw anche scalate su registri alti e taglienti, ma con un garbo ed un equilibrio da manuale; molto pi\u00f9 lunare la title-track, sempre a firma Woody Shaw. Sulla B side, \u201cYou And The Night And The Music \u00e8 una fuga onirica in crescendo del pianista Mulgrew Miller, della durata di 10 minuti e venti secondi, con una retrovia che incalza sul ritmo, imbeccata dai tasti del piano colpiti con fervore e veemenza, fino all\u2019arrivo dei due fiati che ripetono lo schema iniziale, aggiungendo un gioco di scambio fatto di riff veloci; \u201cWill Be Togheter Again\u201d, restituisce la titolarit\u00e0 dell\u2019opera ed il comando a Shaw che su un incessante tappeto ritmico, senza pause e senza soste, tenta delle vie oblique ampliate dai suoni esotici del trombonista Steve Turre con le sue haitian shell (strumento haitiano fatto di conchiglie). Eccellente il lavoro di Stafford James al basso e Tony Reedus alla batteria.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"681\" src=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/WoodyDenon-1024x681.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-302\" srcset=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/WoodyDenon-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/WoodyDenon-300x200.jpg 300w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/WoodyDenon-768x511.jpg 768w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/WoodyDenon.jpg 1100w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/ \u201cTime Is Right\u201d, ottimo Live di Woody Shaw, su etichetta Red Records, registrato dal vivo a Bologna nel gennaio del 1983, presso Osteria delle Dame, in occasione del Woody Shaw Quintet Live In Europe, con la produzione di Alberto Alberti e Sergio Veschi, il disco \u00e8 stato ristampato e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":303,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"pagelayer_contact_templates":[],"_pagelayer_content":"","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[5,6,8,7,9],"tags":[],"class_list":["post-301","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-jazz","category-musica","category-recensione-dischi","category-storia-del-jazz"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2-WoodyShaw-e1684261346291.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/301","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=301"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/301\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":304,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/301\/revisions\/304"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/303"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=301"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=301"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=301"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}