{"id":2433,"date":"2025-06-10T13:24:28","date_gmt":"2025-06-10T13:24:28","guid":{"rendered":"https:\/\/verrina.it\/wp\/?p=2433"},"modified":"2025-06-16T08:12:18","modified_gmt":"2025-06-16T08:12:18","slug":"intervista-a-francesco-cataldo-verrina-autore-del-libro-chick-corea-lanticonformista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/verrina.it\/wp\/2025\/06\/10\/intervista-a-francesco-cataldo-verrina-autore-del-libro-chick-corea-lanticonformista\/","title":{"rendered":"Intervista a Francesco Cataldo Verrina, autore del libro: \u00abChick Corea, l\u2019Anticonformista\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\/\/ di Irma Sanders \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ho appena finito di leggere il nuovo libro di Francesco Cataldo Verrina. Se c\u2019\u00e8 una cosa che mi \u00e8 rimasta dei miei geni tedeschi \u2013 nonostante quasi quarant\u2019anni di vita in Italia \u2013 \u00e8 che sono alquanto puntigliosa e che, quindi, difficilmente faccio interviste se non ho approfondito la lettura del libro. Come al solito, Francesco mi sorprende per la sua prosa scorrevole e ricca di informazioni, in cui gli eventi e i personaggi sembrano essere tutti legati all\u2019interno del medesimo plot narrativo. Le monografie del Verrina sono basate essenzialmente sul racconto della discografia degli artisti trattati, mentre gli elementi biografici ed ambientali fungono da semplice collante, soprattutto non risentono di quel morboso e banale malanno che affligge quasi tutto il biopic americano. Nel libro la figura di Corea viene inquadrata attraverso i momenti pi\u00f9 significativi della sua attivit\u00e0 in studio e concertistica, le relazioni e le collaborazioni con artisti coevi, i suoi tributi ai maestri del passato e la capacita di fare da pontiere ad innumerevoli stilemi e linguaggi musicali. Ci\u00f2 che colpisce \u00e8 la sapienza tecnica, specie nella descrizione dei vari dischi con una metodologia oggi in disuso in Italia, dove leggere una recensione decente \u00e8 difficile quasi quanto trovare un idraulico durante il week-end (per parafrasare Woody Allen). Francesco Cataldo Verrina \u00e8 oggi uno dei pochi critici musicali, abili nell\u2019arte della recensione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>D. Il tuo libro esplora la straordinaria carriera di Chick Corea, un artista capace di aprire molte porte nel vasto territorio del jazz. Qual \u00e8 stato il tuo punto di partenza nel raccontare la sua storia?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>R.<\/strong>&nbsp;Ho voluto partire dal suo pianismo e dalla sua capacit\u00e0 di costruire un fraseggio melodico anche quando si muoveva in progressioni modali, situazioni armonicamente accidentate. Corea non era solo un magnifico esecutore, ma anche un pensatore musicale tout-court.. Nei suoi primi dischi si possono gi\u00e0 riconoscere le sue regole d\u2019ingaggio, ossia il modo in cui egli concepiva la coesione musicale e l\u2019interscambio dinamico fra strumentisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>D. \u00abTones For Joan\u2019s Bones\u00bb, il suo primo album da leader, \u00e8 molto amato dai cultori del bop, ma spesso viene considerato solo una fase transitoria della sua carriera. Tu come lo interpreti?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>R.<\/strong>&nbsp;In realt\u00e0 \u00e8 un disco chiave per comprendere il giovane Corea. Nel 1966 era un musicista influenzato da McCoy Tyner e Bud Powell, ma si stava gi\u00e0 distaccando dalle loro impronte. Aveva uno sguardo curioso verso il futuro del jazz e si nutriva dell\u2019eredit\u00e0 di Coltrane. Fu per\u00f2 con l\u2019album successivo che Corea fece un decisivo passo in avanti. \u00abNow He Sings, Now He Sobs\u00bb evidenzi\u00f2 innumerevoli modi di riformulare taluni concetti in tempo reale, mentre il pianista operava su una piattaforma non del tutto testata, ma che si rivel\u00f2 produttiva e duratura nel tempo. Supportato egregiamente da Roy Haynes e da Miroslav Vitou\u0161, il pianista appare libero di muoversi agilmente all\u2019interno di cinque composizioni originali, lasciando che gli accordi si addensino accanto alle fluttuanti fughe melodiche. Basso e batteria si esprimono seguendo lo stesso senso di libert\u00e0 del pianoforte, che spinge \u00abNow He Sings, Now He Sobs\u00bb in un punto dove hard-bop e avant-garde si intersecano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>D. Corea ha pubblicato pi\u00f9 di ottanta album, ha ricevuto sessantasette nomination ai Grammy e vinto ventitr\u00e9 volte. Qual era il segreto della sua inesauribile creativit\u00e0?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>R.<\/strong>&nbsp;La sua produzione non \u00e8 mai diventata routine, manierismo o esercizio di stile. Corea aveva una capacit\u00e0 straordinaria di rinnovarsi, di trovare nuove sfide artistiche. Per lui ogni progetto era un nuovo viaggio e non il semplice capitolo di una carriera prolifica. Una delle prime cose che balzano all\u2019occhio quando si analizzano gli scritti o le testimonianze relative a questo musicista, \u00e8 l\u2019ingente quantit\u00e0 di progetti che ha realizzato: un numero tale che ci consente di sostenere, senza tema di smentita, che Corea sia stato uno dei compositori pi\u00f9 prolifici, a cavallo di due secoli, oltre che un sopraffino esecutore. L\u2019aspetto sorprendente \u00e8 che l\u2019essere stato cos\u00ec prolifico non ha mai intaccato la sua inarrestabile vena creativa. Una carriera, la sua, costellata di riconoscimenti e attestati di merito che non lo privarono mai della sua bonomia, di quel modo leggiadro di intendere la vita, limpida e accessibile come la sua musica. Il pianista era solito porsi gravose domande sulla morte ma quando si sedeva davanti al pianoforte dava sempre risposte vicine alla gioia ed al piacere di vivere, lontane dal dolore e dall\u2019asprezza del quotidiano, frutto di una sorgiva umanit\u00e0 e di quella faccia sorridente da \u00abitaliano in gita\u00bb che tradiva le origini calabro-siciliane della sua famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>D. In effetti, nel tuo libro approfondisci anche le radici calabro-siciliane di Chick Corea. Quanto credi abbiano influito sulla sua personalit\u00e0 e sul suo approccio alla musica?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>R.<\/strong>&nbsp;Il legame con la Calabria \u00e8 stato tardivo, perch\u00e9 in famiglia nessuno ne parlava. Il nonno, un calzolaio emigrato negli Stati Uniti, voleva che i suoi figli diventassero americani il pi\u00f9 velocemente possibile. Eppure, Corea aveva dentro di s\u00e9 un senso di appartenenza mediterranea: il suo pianismo \u00e8 solare, spontaneo e comunicativo, proprio come l\u2019anima del Sud Italia. Scientificamente, non \u00e8 dato di sapere quanto le origini calabresi abbiano influito sulla personalit\u00e0 di Chick Corea. Certamente, la sua genetica compositiva irrequieta ed imprevedibile ed il suo carattere esecutivo colloquiale ed espansivo lascerebbero presupporre che un legame ci fosse. Le secolari origini familiari, quale verace appartenenza geografica del pensiero e del sentire, diventando parte della musica, una fusion dell\u2019anima che si liberava sul palco durante le esibizioni live.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>D.<\/strong><\/em>&nbsp;<em><strong>Hai parlato di un episodio significativo, il tour con Stefano Bollani in Calabria. Quanto ha significato per lui questo viaggio nelle proprie origini?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>R.<\/strong>&nbsp;\u00c8 stato un momento speciale, un\u2019occasione per ricostruire il mosaico della sua identit\u00e0. Suonare davanti ai ruderi del Parco di Scolacium, vicino alla terra dei suoi antenati, gli ha dato modo di riscoprire una parte di s\u00e9 che non conosceva fino in fondo. In occasione del tour condiviso con Stefano Bollani, a Roccelletta di Borgia, Chick ebbe modo di iniziare a ricomporre i filamenti delle proprie radici. Dopo l\u2019esibizione, alcuni albesi con il suo stesso cognome, Corea, forse lontani parenti, gli regalarono proprio una statuetta di San Nicola da Tolentino come portafortuna. Raccontare della vita e delle opere di Chick Corea, includendo anche le sue origini calabresi vuole essere soprattutto un sentito omaggio a Vincenzo Staiano, prematuramente scomparso nell\u2019ottobre del 2024, Art Director del Roccella Jonica Jazz Festival, studioso ed appassionato dei jazzisti di origine italiana. Senza tralasciare il fatto che tutti gli artisti con cognomi o discendenza italica, siano americani a tutti gli effetti e \u2013 come sosteneva Art Pepper \u2013 con il passaporto in regola, nonch\u00e9 detentori della cosiddetta cittadinanza jazzistica per antonomasia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>D. Corea ha sempre attraversato i confini musicali, spaziando dal jazz al latin-spanish, fino alla classica. Quanto sono state importanti queste contaminazioni?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>R.<\/strong>&nbsp;Fondamentali. Quando ha registrato \u00abMy Spanish Heart\u00bb, ha voluto celebrare il suo amore per la musica ispanica e mediterranea, creando brani come \u00abSpain\u00bb e \u00abArmando\u2019s Rhumba\u00bb. Friedrich Gulda, pianista irrituale e mozartiano lo coinvolse in un botta e risposta di improvvisazioni in cui Corea riusc\u00ec a dare il meglio per originalit\u00e0, di cui resta un\u2019eccellente testimonianza grazie alla registrazione del concerto \u00abThe Meeting\u00bb del 1982. Un altro austriaco, Nikolaus Harnoncourt, autore di una delle pi\u00f9 importanti riedizioni bachiane della storia, musicista e filologico, lo aveva diretto, a quattro mani con Gulda, in un Mozart \u00absconcertante\u00bb, rivisitato come e dove solo un folle anticonformista poteva fare ed osare. La sua escalation ha toccato i punti estremi dello scibile sonoro. In verit\u00e0 il pianista di Boston non s\u2019\u00e8 fatto mai mancare nulla. Chick, come suoi altri coevi, usciva dai carboni ardenti del post-68 e del free jazz a trazione anteriore, in tal senso, ad imperitura memoria, la lasciato due album capaci di irretire anche i pi\u00f9 incalliti sostenitori dell\u2019intransigenza stilistica: \u00abARC\u00bb, in trio con Dave Holland e Barry Altschul \u2013 registrato nel gennaio 1971 a Ludwigsburg) \u2013 nonch\u00e9 il doppio \u00abCircle\u00bb, album epocale fissato su nastro dal vivo, nel febbraio dello stesso anno, insieme a Anthony Braxton al sax e gli immancabili Dave Holland al basso e Barry Altschul alle percussioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>D. Quando parli di Corea come di un artista che ha toccato gli estremi dello scibile sonoro. Cosa intendi con questa espressione?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>R.<\/strong>&nbsp;Corea ha vissuto il jazz nella sua totalit\u00e0. Come dicevo, ha attraversato il free jazz, le visioni spirituali di Coltrane, le destrutturazioni di Ornette Coleman, il pianismo di Cecil Taylor. Non si \u00e8 mai fermato a nicchiare su un solo stile, per contro ha sempre cercato nuove vie da battere, nuove idee da implementare. Con la stessa curiosit\u00e0, Chick ebbe modo di approfondire la musica brasiliana, non solo grazie al contributo di Airto Moreira nei Return To Forever, ma anche durante la collaborazione con Stan Getz. Quando Corea decise di mettere le mani sul repertorio classico, Mozart et similia, in tanti, negli ambienti eurodotti, iniziarono a storcere il naso, come a voler dire: gi\u00f9 le mani, questo non \u00e8 terreno per i jazzisti! Alcuni critici parlarono del solito crossover, non comprendendo, ad esempio, che Chick Corea e Bob McFerrin avevano preso lo scibile mozartiano alquanto sul serio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>D. Se dovessi descrivere Corea con un\u2019immagine o una metafora, quale sceglieresti?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>R<\/strong>. Lo immagino come un esploratore musicale con un mazzo di chiavi in mano, capace di aprire tutte le porte del jazz. Non si \u00e8 mai limitato a un solo stile, sfruttando posizioni acquisite sino alla pinguedine creativa, per contro, ha sempre cercato di sondare nuovi territori espressivi, talvolta impervi ed accidentati. Chi legger\u00e0 il libro ne avr\u00e0 piena conferma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>CHICK COREA, L\u2019ANTICONFORMISTA \/ Kriterius Edizioni, 2025<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"918\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/CoreaTaglio2x-918x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2434\" srcset=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/CoreaTaglio2x-918x1024.jpg 918w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/CoreaTaglio2x-269x300.jpg 269w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/CoreaTaglio2x-768x856.jpg 768w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/CoreaTaglio2x.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 918px) 100vw, 918px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Irma Sanders \/\/ Ho appena finito di leggere il nuovo libro di Francesco Cataldo Verrina. 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