{"id":2221,"date":"2025-05-05T17:28:00","date_gmt":"2025-05-05T17:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/verrina.it\/wp\/?p=2221"},"modified":"2025-04-18T17:30:33","modified_gmt":"2025-04-18T17:30:33","slug":"doors-di-michele-polga-la-tradizione-come-leva-per-il-futuro-del-jazz-red-records-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/verrina.it\/wp\/2025\/05\/05\/doors-di-michele-polga-la-tradizione-come-leva-per-il-futuro-del-jazz-red-records-2025\/","title":{"rendered":"\u00abDoors\u00bb di Michele Polga, la tradizione come leva per il futuro del jazz (Red Records, 2025)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>\u2026parafrasando il titolo del disco, \u00abDoors\u00bb, tutti gli attanti possiedono il dono innato di entrare ed uscire dal parenchima sonoro con sincretica agilit\u00e0 e cognizione di causa, esplorando mondi e dinamiche differenti per poi ritornare al nucleo gravitazionale dell\u2019idea di partenza, senza smarrire mai la via del ritorno.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>\/\/Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono jazzisti che amano centellinare le proprie uscite discografiche. Si potrebbe pensare ad una sorta di pigrizia o di stasi creativa. In realt\u00e0, un musicista dovrebbe pubblicare solo quando ha delle cose da dire e Michele Polga, sassofonista di lungo corso, ne ha aveva almeno otto pronte ad uscire dalla campana del suo strumento, anzi nove.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il gradito approdo nel roster della Red Records di Marco Pennisi,<\/strong>&nbsp;a dieci anni dalla sua ultima uscita sul mercato, \u00e8 sicuramente un passo in avanti e potrebbe costituire un nuovo inizio. Nell\u2019album di Michele Polga, fresco di conio, le idee non mancano e neppure un formula assai personale per proporle, consapevole del sostegno di un sinergico line-up: Alessandro Lanzoni al pianoforte, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Bernardo Guerra alla batteria, musicisti dal solido background e capaci di aderire al sistema operativo proposto dal band-leder senza snaturare eccessivamente il proprio&nbsp;<em>modus agendi&nbsp;<\/em>o castigare quella naturale esigenza di espressivit\u00e0 che alberga in ogni jazzista che si rispetti. Probabilmente, parafrasando il titolo del disco, in \u00abDoors\u00bb, tutti gli attanti possiedono il dono innato di entrare ed uscire dal parenchima sonoro con sincretica agilit\u00e0 e cognizione di causa, esplorando mondi e dinamiche differenti per poi ritornare al nucleo gravitazionale dell\u2019idea di partenza, senza smarrire mai la via del ritorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019edificio musicale eretto da Polga \u00e8 caratterizzato&nbsp;<\/strong>da un insieme di&nbsp;<em>open space<\/em>, senza limiti parietali, steccati o formule stilistiche preconcette. Una volta varcate quelle porte si pu\u00f2 essere travolti da folate di energia tensioattiva o risucchiati all\u2019interno di una spirale di emozioni declinate sulla scorta di una narrazione mite e riflessiva. \u00c8 importante comprendere, attraverso i dettagli, come Polga e i suo sodali riescano a tenere unite tutte le parti del concept, senza che il fruitore avverta il minimo scossone prodotto dai cambi di tempo e di mood. Gli arrangiamenti a maglie larghe e l\u2019ampia tavolozza cromatica consentono movimenti a sorpresa che talvolta sembrerebbero privi di particolari punti di riferimento, per quanto l\u2019opener \u00abBlack And Forth\u00bb mostra subito le sembianze di un post-bop polimatico con ascendenze shorteriane, specie negli attacchi ed in quel suo spalmare la melodia su pi\u00f9 livelli segnati da blocchi accordali. La title-track, \u00abDoors\u00bb, produce sentori molto intensi di una canto a volte dissonante, ma coeso nelle armonie, mentre si distende sula carta filigranata di una narrazione brunita, puntellata da drappeggi pianistici e dall\u2019incedere sornione della retroguardia. \u00abSunday Afternoon\u00bb \u00e8 un midrange che gioca su alcuni ostinati riff intercalari, sottolineati dal kit percussivo e da una melodia cooptante dotata di gancio attrattivo. \u00abLate Writer\u00bb \u00e8 una ballata dai toni fumosi e dai riflessi chiaroscurali, che come un dispenser distribuisce pathos in ogni direzione, un morbido tappeto, su cui il vero sassofonista di rango si distende, dimostrando di essere anche un autentico balladeer.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel jazz velocit\u00e0 e lentezza si distinguono solo dal controllo<\/strong>&nbsp;e dal dosaggio, e Polga e compagni sembrano aver trovato il cosiddetto&nbsp;<em>break-even-point<\/em>. Cos\u00ec il pianoforte che annuncia \u00abUnsaid\u00bb, prelude ad un ulteriore cambio umorale, conducendo verso sistemi di vasi comunicanti che legano molti luoghi dell\u2019anima e della mente organici al jazz afro-americano, mentre la mente corre a talune produzioni Blue Note, in particolare a Joe Henderson, e perch\u00e9 no, Red Records. \u00abBaxocheche\u00bb, struggente e malinconico nel portamento \u00e8 un piacevole costrutto soulful, ricco di implicazioni personali amplificate dal ricordo paterno e segnato da un roteante interplay, in cui il pianoforte sembra far da suggeritore. Fortunatamente il racconto non s\u2019inabissa mai nel sentimentalismo spicciolo e sofferente o nel melodismo ostentato da quadretto famigliare. \u00abAlong Come Betty\u00bb \u00e8 l\u2019unica dose di farina non prelevata dal sacco di Polga. Un tributo all\u2019estro creativo di Benny Golson, ma ben lontana dalla storica versione di Messangers di Art Blakey, per i quali venne concepito. Polga agisce in maniera&nbsp;<em>destruens<\/em>&nbsp;adattando al proprio mood il componimento, per poi ricostruirlo sulla base di un jazz maturo, pi\u00f9 votato alla meditazione e all\u2019intimismo. \u00abRe-Trane\u00bb, nomen omen, rimanda direttamente a John Coltrane della fase pre-ascensionale, giocando su un costrutto in minore, il cui il fraseggio viene dilatato a dismisura. In conclusione, \u00abAfter A While\u00bb una sorta di jazz-waltz liquido che si solidifica progressivamente in un ballata avvolgente ed ipnotica, puntellata dal pianoforte e calibrata nel groove. \u00abDoors\u00bb di Michel Polga potrebbe apparire, al primo impatto, come un tributo ideale al jazz afrologico dell\u2019epoca dei lumi, in cui figure concentriche di genialit\u00e0 molteplici si agitano sullo sfondo ma, a conti fatti, il progetto del sassofonista si colloca almeno una spanna sopra la media del periodo, e pur guardando sovente nello specchietto retrovisore, non perde mai di vista la contemporaneit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"631\" src=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/MichelePolga.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2222\" srcset=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/MichelePolga.jpg 1024w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/MichelePolga-300x185.jpg 300w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/MichelePolga-768x473.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Michele Polga<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2026parafrasando il titolo del disco, \u00abDoors\u00bb, tutti gli attanti possiedono il dono innato di entrare ed uscire dal parenchima sonoro con sincretica agilit\u00e0 e cognizione di causa, esplorando mondi e dinamiche differenti per poi ritornare al nucleo gravitazionale dell\u2019idea di partenza, senza smarrire mai la via del ritorno. \/\/Francesco Cataldo Verrina \/\/ Ci sono jazzisti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2223,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"pagelayer_contact_templates":[],"_pagelayer_content":"","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[24,5,16,25,12,6,8,32,7],"tags":[],"class_list":["post-2221","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bebop","category-cultura","category-editoriale","category-free-jazz","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-post-bop","category-recensione-dischi"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/MichelePolgaAnte.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2221","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2221"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2221\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2224,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2221\/revisions\/2224"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2223"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2221"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2221"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2221"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}