{"id":2132,"date":"2024-12-23T22:51:46","date_gmt":"2024-12-23T22:51:46","guid":{"rendered":"https:\/\/verrina.it\/wp\/?p=2132"},"modified":"2025-01-17T22:55:09","modified_gmt":"2025-01-17T22:55:09","slug":"sintesi-sonora-di-unanima-irrequieta-crazy-jungle-di-marika-pontegavelli-feat-le-scat-noir-alfa-music-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/verrina.it\/wp\/2024\/12\/23\/sintesi-sonora-di-unanima-irrequieta-crazy-jungle-di-marika-pontegavelli-feat-le-scat-noir-alfa-music-2024\/","title":{"rendered":"Sintesi sonora di un\u2019anima irrequieta: \u00abCrazy Jungle\u00bb di Marika Pontegavelli Feat. Le Scat Noir (Alfa Music, 2024)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>A conti fatti, \u00abCrazy Jungle\u00bb \u00e8 un disco che ama, soffre, sorride, canta, urla, aprendo le porte dell\u2019anima su tanti mondi possibili da esplorare attraverso la musica.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/h1>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ci sono dischi che riflettono la contemporaneit\u00e0 in tutti i suoi aspetti pi\u00f9 reconditi, perfino quelli contraddittori. La nostra \u00e8 un\u2019epoca in cui i sistemi e le forme artistiche si accavallano, si contaminano e s\u2019intersecano. \u00abCrazy Jungle\u00bb di Marika Pontegavelli \u2013 che nel nome sembra gi\u00e0 descrivere una fitta variet\u00e0 di piante creative, le quali si avvinghiano l\u2019una all\u2019altra \u2013 \u00e8 un lavoro che non sfugge alla catalogazione di \u00abmusica contemporanea multitasking\u00bb, dove il jazz, perfino in formato canzone, funge da scenario ideale ad una piattaforma di lancio, da cui si dipanano e s\u2019involano altri stilemi, i quali vanno dal rock, almeno nel mood, al pop da airplay radiofonico, senza mai scadere nella semplificazione forzata e ruffiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>La pianista-cantante descrive cos\u00ec la sua opera prima:<\/strong>&nbsp;\u00ab<em>Questo disco \u00e8 molto importante per me: rappresenta il mio primo lavoro da solista, sintesi, nonch\u00e9 punto di partenza, dei miei ultimi quindici anni da musicista. La mia formazione accademica \u00e8 stata incentrata sulla musica classica: tutto ruotava intorno alla perfezione e all\u2019eleganza. Poi \u00e8 arrivato il jazz e con esso ho trovato il mio modo di comunicare, la mia forma. Nei miei ascolti e sperimentazioni sono entrati poi il rock, adrenalina liquida, i cantautori sinceri e profondi, la world music e il pop, linguaggio mainstream della mia generazione<\/em>\u00bb. Sin da un primo ascolto si percepisce che il disco guarda in molte direzioni, ma concretezza, nonch\u00e9 equilibrio compositivo ed esecutivo contraddistinguono la struttura armonica e l\u2019habitat melodico creato da Marika Pontegavelli, piano e voce, Natalia Abbasci\u00e0 (Le Scat Noir) violino e voce, Andrea Esperti contrabbasso e Tommaso Stanghellini batteria. Tutto ci\u00f2 si evince immediatamente dall\u2019apertura affidata alla title-track , dove il groove e l\u2019intreccio vocale (con Le Scat Noir) diventano un anello di congiunzione tra certe atmosfere alla Manhattan Transfer e alcune pulsioni afro-beat. \u00abLycanthrope\u00bb, introdotta da una linea di basso cupa ed introspettiva, \u00e8 una ballata soulful dai contrafforti pop, caratterizzata da un dilatato spettro melodico. Intrigante il remake di \u00abYou Must Believe in Spring\u00bb, giocato su un\u2019armonizzazione vocale quasi in<em>&nbsp;call-and-response<\/em>. Sostiene Marika, forse a voler sottolineare questo suo desiderio di libert\u00e0 musicale, privo di catenacci e limiti espressivi: \u00ab<em>Nella mia carriera ho collaborato con diversi musicisti, con cui ho condiviso esperienza, conoscenza, vita e pubblicato gi\u00e0 altri lavori discografici. Tutto ci\u00f2 \u00e8 confluito nel mio nuovo disco solista \u00abCrazy Jungle\u00bb, include sei brani originali e due cover. Perci\u00f2 non \u00e8 solo jazz, non \u00e8 solo rock e non \u00e8 solo pop: questo disco \u00e8 fedele a s\u00e9 stesso, mutevole, cangiante e soprattutto sincero. La musica per me \u00e8 comunicazione autentica di ci\u00f2 che vedo e che sento: l\u2019intento del mio disco \u00e8 raccontare questa emozionante esistenza, inquieta, non eterna\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>A conti fatti, \u00abCrazy Jungle\u00bb \u00e8 un disco che ama<\/strong>, soffre, sorride, canta, urla, aprendo le porte dell\u2019anima su tanti mondi possibili da esplorare attraverso la musica. \u00abThe Touch Of You\u00bb \u00e8 il primo brano completamente strumentale che si rapprende all\u2019interno di un piccolo concentrato di bop post-moderno. Una camera di decompressione prima che le spire vocali avvolgano nuovamente il parenchima sonoro con \u00abVenus\u00bb, una progressione sotterranea, quasi sussurrata, dove il violino raggiunge profondit\u00e0 abissali e le armonie vocali diventano riti apotropaici. \u00abFumo Blue\u00bb, con il testo scritto da Ginevra Benedetti (Le Scat Noir), \u00e8 una ballata intima, brunita ed insanguata di blues, a cui le stringhe del violino aggiungono assertive sfumature di pathos. \u00ab<em>Mi ritrovo molto in questa frase di Duke Ellington<\/em>&nbsp;\u2013 dice la Pontegavelli \u2013&nbsp;<em>ci sono due tipi di musica: la musica buona e tutto il resto<\/em>\u00bb. Cos\u00ec dal cilindro magico sobbalza \u00abGiostre d\u2019estate\u00bb, un inno alla gioia di vivere, fatto di giochi armonici sull\u2019acqua, fra terra e cielo, un componimento strumentale, almeno senza testo, su cui la voce viene spalmata tramite un incisivo vocalizzo. In chiusura un\u2019altra cover, \u00abSkyward Bound\u00bb di Mike Mainieri\u00bb, arricchita per l\u2019occasione da un testo e declinata con un modus agenti che ricorda vagamente Joni Mitchell. \u00abCrazy Jungle\u00bb di Marika Pontegavelli \u00e8 un album non sempre immediato, poich\u00e9 basato su una complessa e ricercata tela armonica, sia pure non complicata ed elitaria, ma piuttosto di forte intensit\u00e0 emotiva e di facile combustione per anime attente e sensibili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Pontegavelli_Ante.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2134\" srcset=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Pontegavelli_Ante.jpg 1024w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Pontegavelli_Ante-300x300.jpg 300w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Pontegavelli_Ante-150x150.jpg 150w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Pontegavelli_Ante-768x768.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A conti fatti, \u00abCrazy Jungle\u00bb \u00e8 un disco che ama, soffre, sorride, canta, urla, aprendo le porte dell\u2019anima su tanti mondi possibili da esplorare attraverso la musica. \/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/ Ci sono dischi che riflettono la contemporaneit\u00e0 in tutti i suoi aspetti pi\u00f9 reconditi, perfino quelli contraddittori. 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