{"id":202,"date":"2023-01-03T22:01:49","date_gmt":"2023-01-03T22:01:49","guid":{"rendered":"https:\/\/verrina.it\/wp\/?p=202"},"modified":"2023-05-17T14:15:57","modified_gmt":"2023-05-17T14:15:57","slug":"rough-line-di-angelo-mastronardi-una-nuova-linea-di-demarcazione-gleam-records","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/verrina.it\/wp\/2023\/01\/03\/rough-line-di-angelo-mastronardi-una-nuova-linea-di-demarcazione-gleam-records\/","title":{"rendered":"\u00abROUGH LINE\u00bb DI ANGELO MASTRONARDI, UNA NUOVA LINEA DI DEMARCAZIONE (GleAM Records)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>\/\/ di Angelo Mastronardi \/\/<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Angelo Mastronardi \u00e8 un personaggio multiforme: artista e imprenditore, editore e formatore, compositore e fondatore della GleAM records, etichetta particolarmente attenta ai nuovi fermenti jazzistici. La sfaccettata personalit\u00e0 del Mstronardi-pianista si sostanzia talvolta in un ventaglio di stili che abbraccia il jazz classico e contemporaneo, passando per una fusion, talvolta foriera di qualche tentazione rock e soul, altre volte s\u2019immerge in un melting-pot sonoro che legge ad alta voce alcuni recenti linguaggi della BAM e della world-music nell\u2019accezione pi\u00f9 larga del termine. Il suo background classico non agisce mai da deterrente, ma piuttosto da aggregante. Il terzo album da band-leader di Angelo Mastronardi, \u00abRough Line\u00bb, uscito nel 2020, ci svela senza reticenze quanto il pianista sappia guardare in avanti, senza mai perdere il contatto con lo specchietto retrovisore che lo lega alla tradizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Il titolo dell\u2019album, in italiano, pu\u00f2 essere inteso anche come \u00ablinea guida\u00bb<\/strong>, la traccia che viene fatta quando bisogna costruire qualcosa che prende forma e si evolve progressivamente, divenendo un\u2019entit\u00e0 concreta: si pensi al muro portante di una casa o ad una strada; per contro l\u2019idea di una \u00ablinea grezza\u00bb, che si affina in divenire per la legge del&nbsp;<em>mutatis mutandis<\/em>, ci restituisce in toto il concetto di jazz, che non \u00e8 mai qualcosa di rigido, gi\u00e0 definito e tetragono, ma qualcosa di \u00abruvido\u00bb nelle sue componenti essenziali e per sua stessa natura malleabile e plasmabile attraverso un lavoro di rifinitura. Nel caso di un concept sonoro emerge anche l\u2019idea di \u00abrough diamond\u00bb, ossia di un diamante grezzo, che necessita di un\u2019opera calibrata e precisa, ma che lascia spazio alla creativit\u00e0 del cesellatore. Dall\u2019ascolto di \u00abRough Line\u00bb di Angelo Mastronardi possono scaturire queste come tante altre suggestioni. Passando, dunque, dai sofismi all\u2019aspetto puramente musicale, va detto che in questo terzo lavoro si avverte una maggiore libert\u00e0 compositiva ed un desiderio da parte del musicista pugliese di marcare quella parte pi\u00f9 ruvida e spigolosa del proprio carattere, l\u2019altra faccia di un artista non facilmente delimitabile, poich\u00e9 predisposto a rivoltare le carte in tavola, per poi ricomporre il mazzo in maniera fluida ed armoniosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Dopo la precedente esperienza in quartetto<\/strong>, si ritorna al formato piano trio, che Mastronardi considera pi\u00f9 confacente alle sua cifra stilistica: \u00ab<em>Le composizioni a cui ho lavorato sono state pensate per questa formazione perch\u00e9 ritenevo fosse giunto il momento per riprovarci, alla luce anche di una certa maturazione(\u2026) Il piano trio offre maggiore libert\u00e0 per il mio strumento, ma comporta anche una forte responsabilit\u00e0 nel condurre il flusso e la sensibilit\u00e0 di capire quando assecondare le idee degli altri musicisti. Il batterista, Melo Miceli, lo conosco dal 2016. \u00c8 un musicista straordinario ed estremamente versatile. Abbiamo frequentato insieme le Clinics del Berklee College a Perugia durante Umbria Jazz. Dopo qualche anno siamo riusciti ad accorciare le distanze e a condividere finalmente questo progetto. L\u2019incontro con il bassista, Rogers Anning, \u00e8 stato casuale\u00bb<\/em>. \u00abRough Line\u00bb \u00e8 un album basato su sei composizioni inedite, tutte a firma Mastronardi, con l\u2019aggiunta di due classici americani \u00abAll Things You Are\u00bb (J.Kern \/ O. Hammerstein II) e \u00abOleo\u00bb (S. Rollins). Gli standard sono perfettamente amalgamati ed in sintonia con il mood complessivo del progetto, dove emerge la dichiarata passione del pianista pugliese per la ricerca ritmica e per i tempi dispari fusi a caldo con stilemi new-soul e fast-swing, attraverso un uso pi\u00f9 marcato del Fender Rhodes e, in talune partiture, perfino di sintetizzatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Le parole di Mastronardi risultano alquanto eloquenti:&nbsp;<\/strong>\u00ab&nbsp;<em>Nel primo album la mia attenzione era focalizzata sulla scrittura e l\u2019improvvisazione si inseriva in un contesto pi\u00f9 cameristico per ottenere delle forme episodiche pi\u00f9 estese. Nel secondo ho lasciato pi\u00f9 spazio all\u2019interplay con una scrittura meno fitta. La sfida era cercare la giusta coesione in quartetto, consolidata attraverso un lungo periodo di prove. Nell\u2019ultimo lavoro ho deciso di conciliare i due aspetti, recuperando un\u2019idea di scrittura ad episodi e, allo stesso tempo, lasciandomi andare di pi\u00f9 nel flusso improvvisativo, forse anche in ragione di una crescita musicale nel linguaggio jazzistico, su cui continuo a concentrare il mio studio\u00bb<\/em>. Il disco si apre con \u00ab All In My Hands\u00bb, che \u00e8 di per se una dichiarazione d\u2019intenti e di apertura verso la sperimentazione che si materializza attraverso un groove funkified ed il PH acido delle tastiere, le quali aprono uno scenario metropolitano su una fusion ad ampio respiro, che \u00e8 comunque il tentativo di allargare il quadro pittorico complessivo, ma senza debordare dalla cornice, grazie ad al trattamento dei colori secondo un metodo tradizionale. \u00ab<em>Alle volte il suono del piano acustico non \u00e8 sufficiente per esprimere alcune idee<\/em>&nbsp;\u2013 sostiene Mastronardi \u2013&nbsp;<em>l\u2019uso del Fender e dei sinth mi ha perci\u00f2 aiutato ad arricchire la tessitura su alcuni brani. Nel caso delle tracce in solo ho voluto sperimentare le possibilit\u00e0 timbriche del Fender per trovare una nuova forma di completezza, differente da quella offerta dal pianoforte acustico\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00abFollow Me\u00bb \u00e8 quasi una fuga improvvisativa<\/strong>&nbsp;con il pianoforte che s\u2019invola in pi\u00f9 direzioni, dove spontaneit\u00e0 tipicamente post-bop e variabili armoniche si combinano con un ottimo senso dell\u2019orientamento melodico. \u00abEv\u2019rything I Need\u00bb conferma ancora uno stile pianistico completo e maturo ed una ricercata sensibilit\u00e0 compositiva, capace di tenete su un piano paritetico classicismo ed innovazione. \u00abAll The Things You Are\u00bb, standard estrapolato dall\u2019AmericanSongBook, viene restituito al mondo degli uomini attraverso un\u2019esplorazione in solitaria, dove l\u2019uso del piano elettrico non stride al cospetto di un classico, piuttosto lo arricchisce di nuove vibrazioni. \u00ab Away From The Scene\u00bb \u00e8 un ibrido con tentazioni fusion molto smooth, in cui il piano danza a passi irregolari su una scansione ritmica dall\u2019incedere cangiante ed imprevedibile. \u00abOleo\u00bb di Sonny Rollins\u00bb diventa uno rapido swing in overclocking, dal vago sapore retr\u00f2, mentre le note del piano zampillano a fiotti, sospinte da una proterva retroguardia ritmica che ne intercetta con abilit\u00e0 tempi e modi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00ab7 H-Our\u00bb si sostanzia come un\u2019altra tela di colori misti<\/strong>&nbsp;e frastagliati, impressi nel costrutto melodico-armonico con pennellate lievi ma improvvise, congegnate dall\u2019uso non convenzionale del Fender Rhodes. In chiusura \u00abEven If\u00bb, un mid-range elaborato in trio con una perfetta confluenza di elementi ritmici che esaltano le varie espressioni pianistiche che si spostano da momenti pi\u00f9 dilatati ad altri pi\u00f9 ostinati, attraverso rapidi cambi di passo e di umore. Una nota di originalit\u00e0 dell\u2019album \u00e8 determinata dal fatto che non esiste la classica title-track e che quindi il titolo \u00abRough Line\u00bb nasce quale compendio di un\u2019idea complessiva che descrive il concept nella sua totalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"894\" height=\"520\" src=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Angelo_Mastronardi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-204\" srcset=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Angelo_Mastronardi.jpg 894w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Angelo_Mastronardi-300x174.jpg 300w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Angelo_Mastronardi-768x447.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 894px) 100vw, 894px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Angelo Mastronardi<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Angelo Mastronardi \/\/ Angelo Mastronardi \u00e8 un personaggio multiforme: artista e imprenditore, editore e formatore, compositore e fondatore della GleAM records, etichetta particolarmente attenta ai nuovi fermenti jazzistici. 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