{"id":1995,"date":"2024-11-13T22:42:48","date_gmt":"2024-11-13T22:42:48","guid":{"rendered":"https:\/\/verrina.it\/wp\/?p=1995"},"modified":"2024-11-13T22:42:49","modified_gmt":"2024-11-13T22:42:49","slug":"scompare-unaltra-figura-leggendaria-del-jazz-del-secondo-dopoguerra-e-morto-roy-haynes-aveva-99-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/verrina.it\/wp\/2024\/11\/13\/scompare-unaltra-figura-leggendaria-del-jazz-del-secondo-dopoguerra-e-morto-roy-haynes-aveva-99-anni\/","title":{"rendered":"Scompare un\u2019altra figura leggendaria del jazz del secondo dopoguerra. \u00c8 morto Roy Haynes, aveva 99 anni"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>Roy Haynes, considerato tra i pi\u00f9 grandi e influenti batteristi della storia del jazz, si \u00e8 spento nella contea di Nassau, a N.Y., sulla costa meridionale di Long Island. Aveva 99 anni. La sua morte, dopo una breve malattia, \u00e8 stata confermata dalla figlia, Leslie Haynes-Gilmore.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">\u00c8 morto a 99 anni Roy Haynes, batterista che tra gli anni Cinquanta e Sessanta fu tra i pi\u00f9 apprezzati del jazz moderno e che suon\u00f2 nei dischi di Charlie Parker, John Coltrane, Sarah Vaughan, Thelonious Monk, Eric Dolphy e Bud Powell. Haynes \u00e8 stato una forza incontenibile, rimasta caparbiamente rilevante ed incisiva nel corso di una carriera di sette decenni, avendo contribuito e partecipato, a partire dall\u2019era del bebop, a tutte le fasi evolutive e di sviluppo del jazz moderno, sino al free jazz, senza alterare mai in modo significativo il suo stile, caratterizzato da una nitidezza impetuosa, da un\u2019energia locomotoria e da un flusso scivoloso ma enfatico. Soprannominato \u00abSnap Crackle\u00bb, ebbe una carriera lunga e prolifica, suonando in alcune fra le pi\u00f9 importanti ed influenti formazioni del jazz del secondo dopo guerra, fino ad arrivare fino alla fusion. Originario di Boston, viene ricordato tra le altre cose, per essere stato tra i primi a usare il pedale del charleston in modo creativo e per aver introdotto nuove tecniche espressive nell\u2019interazione tra i diversi elementi della batteria e nell\u2019interpretazione dei ritmi jazz. Tra le molte curiosit\u00e0, in et\u00e0 gi\u00e0 anziana, doppi\u00f2 una versione romanzata di s\u00e9 stesso per il videogame&nbsp;<em>Grand Theft Auto IV<\/em>, interpretando lo speaker di una radio \u00ab<em>prima il jazz diventasse musica da ascensore<\/em>\u00bb, come egli stesso dice nel gioco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Nato l\u201911 marzo 1925 a Roxbury, Massachusetts<\/strong>, Roy Haynes dimostr\u00f2 un talento fuori dall\u2019ordinario per la musica fin dall\u2019adolescenza, quando cominci\u00f2 a suonare la batteria, attirando rapidamente l\u2019attenzione dei jazzisti locali dell\u2019area bostoniana. La sua carriera decoll\u00f2 nel 1945, dopo la fine della guerra, con il trasferimento a New York, dove venne accolto a braccia aperte della vivace scena jazz della Grande Mela. Durante questo periodo, Haynes svilupp\u00f2 uno stile di batteria caratterizzato da un\u2019energia travolgente e da una sensibilit\u00e0 intuitiva che lo rendevano un accompagnatore ideale per qualsiasi formazione. Le sue performance erano segante da groove avvolgenti e da una versatilit\u00e0 che gli consentiva di adattarsi a diversi moduli espressivi. Negli anni \u201950, il batterista bostoniano continu\u00f2 a costruire il suo mito grazie a una serie di collaborazioni con alcuni dei pi\u00f9 acclamati nomi del jazz del periodo. Le sue evidenti abilit\u00e0 gli permisero di suonare con una flessibilit\u00e0 che lo rese uno dei batteristi pi\u00f9 richiesti dell\u2019epoca. Nell\u2019arco della sua lunga carriera, Roy registr\u00f2 sia con Lester Young, quintessenza dell\u2019era post-swing, che con il chitarrista Pat Metheny, araldo della fusion degli anni Settanta\/Ottanta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Per un certo periodo, ma in modo significativo, Haynes&nbsp;<\/strong>fu associato alla cantante Sarah Vaughan e ad alcuni dei principali pionieri del bebop, in particolare Charlie Parker, Bud Powell e Thelonious Monk, ma fu anche il batterista di album epocali come \u00abOut There\u00bb (1961) di Eric Dolphy, \u00abThe Blues And The Abstract Truth\u00bb (1961) di Oliver Nelson, \u00abImpressions\u00bb (1963) di John Coltrane, \u00abBlack Fire\u00bb (1964) di Andrew Hill e \u00abNow He Sings, Now He Sobs\u00bb (1968) di Chick Corea; senza tralasciare \u00abMiles Davis And Horns\u00bb (1956) di Miles Davis e \u00abThe Sound Of Sonny\u00bb (1957) di Sonny Rollins; quindi fu protagonista in alcuni lavori della generazione successiva, tra i quali \u00abThembi\u00bb (1971) di Pharoah Sanders, \u00abDomino\u00bb (1962) di Roland Kirk e \u00abThe Way Ahead\u00bb (1968) di Archie Shepp, operando principalmente al soldo della Blue Note e della Impulse! Records. Il batterista di Boston non si limit\u00f2 ad essere un prolifico sideman, ma intraprese anche una carriera di band- leader creando diversi gruppi, presentati sotto il nome di \u00abHip Ensemble\u00bb e pubblicando numerosi album, quale patrimonio musicale a disposizione di intere generazioni di jazzisti e di cultori del genere. Grazie alla sua non comune abilit\u00e0 di batterista, Haynes ricevette numerosi attestati e premi. Nel 1994, si aggiudic\u00f2 il prestigioso&nbsp;<em>Danish Jazzpar Prize<\/em>, seguito dal&nbsp;<em>NEA Jazz Masters Award&nbsp;<\/em>nel 1995. Con il passare degli anni anni, la sua popolarit\u00e0 venne riconosciuta a livello internazionale, culminando con l\u2019inserimento nella&nbsp;<em>Down Beat Jazz Hall of Fame&nbsp;<\/em>nel 2004 e con l\u2019assegnazione di un<em>&nbsp;Grammy Award<\/em>&nbsp;alla carriera nel 2011.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/RoyHaynes2-683x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-1996\" srcset=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/RoyHaynes2-683x1024.webp 683w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/RoyHaynes2-200x300.webp 200w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/RoyHaynes2-768x1151.webp 768w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/RoyHaynes2-1025x1536.webp 1025w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/RoyHaynes2-1024x1535.webp 1024w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/RoyHaynes2.webp 1366w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><strong>Roy Haynes<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roy Haynes, considerato tra i pi\u00f9 grandi e influenti batteristi della storia del jazz, si \u00e8 spento nella contea di Nassau, a N.Y., sulla costa meridionale di Long Island. 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