{"id":1802,"date":"2024-07-14T17:56:23","date_gmt":"2024-07-14T17:56:23","guid":{"rendered":"https:\/\/verrina.it\/wp\/?p=1802"},"modified":"2024-07-15T15:20:51","modified_gmt":"2024-07-15T15:20:51","slug":"cara-vittoria-perugia-non-e-la-citta-del-jazz-ma-di-umbria-jazze-ce-una-bella-differenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/verrina.it\/wp\/2024\/07\/14\/cara-vittoria-perugia-non-e-la-citta-del-jazz-ma-di-umbria-jazze-ce-una-bella-differenza\/","title":{"rendered":"Cara Vittoria, Perugia non \u00e8 la citt\u00e0 del jazz, ma di Umbria Jazz\u2026e c\u2019\u00e8 una bella differenza!"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">\u00ab<em>Sono orgogliosa dei essere il sindaco della citt\u00e0, del jazz<\/em>\u00bb, dice sorridente la neo-eletta Vittoria Ferdinandi, che io ho votato e di cui sono fiero: il sindaco di Perugia ha un profilo umano e professionale di altissimo livello, difficilmente riscontrabile in tanti politici di prifessione, ma deve essersi fatta prendere dall\u2019entusiasmo, poich\u00e9 al suo insediamento sulla scranna pi\u00f9 alta di Palazzo dei Priori, sono seguiti una serie di eventi come \u00abL\u2019Umbria che spacca\u00bb, l\u2019inaugurazione dell\u2019arena al Barton Park, i festeggiamenti in memoria dell\u2019impresario Sergio Piazzoli e un\u2019edizione di Umbria Jazz nata sotto buoni auspici, merito forse del rinato clima \u00abprogressista\u00bb, dopo dieci anni di retrivo oscurantismo culturale determinato da una destra tetragona e capace solo di proclami, a cui gli organizzatori locali di arte varia si erano adattati. Al netto di ogni posizione politica, molti si aspettano che Perugia torni ad essere la \u00abcitt\u00e0 del buon vivere\u00bb: il jazz \u00e8 stato confinato in angolo da tempo e congelato sistematicamente tranne il breve periodo di Umbria Jazz, ad eccezione di qualche piccola iniziativa privata nel corso dell\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Per comprendere meglio gli attuali eventi, bisogna fare un passo indietro<\/strong>. Avevo conosciuto Alberto Alberti qualche anno prima ad una cena in cui c\u2019era anche Joe Henderson. Lo rividi negli anni Novanta, quando non era pi\u00f9 tra gli organizzatori di Umbria Jazz, e in un\u2019intervista mi confesso: \u00ab<em>Perugia ha una struttura, un tessuto sociale ed urbanistico decisamente antitetico a quella che dovrebbe essere l\u2019idea di un festival jazz, basta guardare le altre manifestazioni internazionali, eppure a Perugia il jazz funziona pi\u00f9 che a Bologna, Milano o Roma. Me ne resi conto la prima volta nel 1973 e ne ebbi la conferma negli anni successivi\u00bb.&nbsp;<\/em>Cara Vittoria, Perugia non \u00e8 la citt\u00e0 del jazz, ma avrebbe potuto esserlo. \u00c8 chiaro che un\u2019amministrazione di \u00absinistra\u00bb, aperta e lungimirante, potrebbe recuperare molto terreno perduto dando delle differenti linee di indirizzo ad una manifestazione che \u00e8 diventata una bella vetrina per pop-star di lusso che chiedono cachet in lingotti d\u2019oro massiccio, tanto che il costo del biglietto all\u2019Arena Santa Giuliano ha raggiunto dei costi parossistici. Certo a molti questo mio dire potrebbe apparire come un esercizio retorico. Cos\u00ec fan tutti, tuoneranno i giannizzeri del contabile di turno. Chi ci fa pi\u00f9 caso in questa societ\u00e0 ammalata di benessere: settanta\/ottanta\/novanta euro per stare un paio d\u2019ore scarse con lo smartphone in mano a fare dilettantistiche riprese verticali, o scattare foto mosse e appannate dalla ditate sullo screen; \u00e8 la ratio post-consumistica, del superfluo che supera il voluttuario e che porta molti a pensare che possa e deve andare bene cos\u00ec; \u00e8 il culto del divo e non l\u2019amore per la musica a spingere queste persone a partecipare all\u2019evento: il jazz \u00e8 un\u2019altra faccenda, una differente dimensione psico-fisica. Il jazz non ha bisogno di quantit\u00e0 ma di qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/FunkOff-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1810\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Funk Off<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/PepperTheJellies2-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1812\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Pepper &amp; The Jellies<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Il fatto che dodicimila persone siano accorse a tributare onori e gloria a Lenny Kravitz<\/strong>, non \u00e8 un successo, ma un fallimento per il jazz. Per contro pu\u00f2 essere considerato un successo nell\u2019economia complessiva di Umbria Jazz. Qualche discrepanza c\u2019\u00e8 in tutto questo trionfalismo, o dissonanza per usare un termine jazzistico che \u00e8 il contrario della risonanza, ossia quando la melodia segue alla lettera il sistema accordale. Fermo restando che a qualcuno Umbria Jazz possa piacere cos\u00ec com\u2019\u00e8 e che debba tranquillamente continuare in siffatta maniera all\u2019infinito. Va evidenziato, per\u00f2, che il tema melodico, quando c\u2019\u00e8, e l\u2019armonia gestionale a volte viaggiano su binari differenti e la dissonanza diventa assordante come nel disco pi\u00f9 estremo di Anthony Braxton. (Non me ne voglia il professore). Galliano, Krarvitz, Chic e Toto e altre simili amenit\u00e0 riempitive non fanno di Perugia la citt\u00e0 del jazz. Vogliamo dirla proprio tutta: i Perugini, soprattutto quelli che vivevano e vivono all\u2019interno della cerchia muraria, non hanno mai amato questa manifestazione; per i tanti che salgono al colle dal contado diventa solo un modo per affollare le vie del centro e godere di uno \u00abstruscio\u00bb in un caos surreale da bicchiere di birra in mano, tra bambini in passeggino storditi dai watt emanati dei vari stage, cani spaventati e qualche gagarino a caccia di straniere. Tutto ci\u00f2 fa bene all\u2019economia del centro storico e offre ai turisti l\u2019illusoria sensazione di una citt\u00e0 vitale abbacinata dal desiderio di mostrare e dal consumo sfrenato di cibo e bevande ad ogni ora del giorno, una bulimia da benessere peristaltico con con il Riopan a portata di mano o da italico gene della fame: c\u2019\u00e8 chi mangia orride pizze scongelate alle quattro del pomeriggio, la caprese in gommapiuma alle due di notte o un tagliere di salami da iperdiscaunt, sbustati all\u2019uopo e spacciati come opere della sapienza contadina. Tutta questa fauna umana, che vaga per Corso Vannucci e dintorni come le onde di un mare increspato dal vento, \u00e8 sempre ignara del concetto di jazz, accalcandosi in semicerchio intorno ai tanti busker che suonano hillibilly e country-rock . Il tempo di permanenza degli astanti occasionali \u2013 calcolato e documentabile con riprese video \u2013 davanti agli stage dove si suona musica dal vivo, non supera i sette minuti, poi si ripiega su un panino accompagnato da una montagna di patatine fritte con l\u2019olio di palma, mentre un odore nauseabondo di cipolla bruciacchiata invade le narici degli avventori dislocati fra i Giardinetti Carducci e il Brufani, mentre in Piazza della Repubblica il modulo abitativo riservato alla radio ufficiale dell\u2019evento sembra oltremodo eccessivo, poich\u00e8 per l\u2019intera giornata non vengono trasmessi quasi mai dischi jazz.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Il vero problema di Umbria Jazz \u00e8 questo iatus profondo<\/strong>&nbsp;che si \u00e8 creato tra lo stomaco e la mente, tra il cuore, la passione per la musica ed il freddo calcolo numerico. No, assolutamente, no, cara Vittoria, Perugia non \u00e8 la citt\u00e0 del jazz, ma di Umbria Jazz e, per importanza, oggi supera solo Terni e Orvieto. Per concludere, ritorniamo ad Alberto Alberti, personaggio chiave per l\u2019affermazione mondiale del festival, oggi cancellato perfino dal sito ufficiale di Umbria Jazz: in quell\u2019intervista Alberto mi faceva notare che Perugia per la sua struttura tardo medievale, ricca di storia e capolavori artistici, urbanisticamente angusta e con una viabilit\u00e0 complessa, predisponeva invece gli artisti ad un tipo di performance particolare, li rasserenava, gli dava la possibilit\u00e0 di fare shopping a due passi dall\u2019albergo, andare al ristorante che preferivano, frequentare i negozi di dischi, lasciare autografi e firmare le copie dei loro album. Lontani dai mega-raduni americani e nordeuropei, i pi\u00f9 grandi jazzisti di molte epoche si ritrovavano in una sorta di naturale set cinematografico: questa impressione fu riferita anche da Charles Mingus. Perugia ha smarrito da tempo questo fascino, lasciandosi irretire dalla slot machine dei numeri e dei guadagni, dell\u2019autoreferenzialit\u00e0, lontana anni luce dall\u2019etica delle origini, sostituita dall\u2019estetica della forma, talvolta priva di sostanza, almeno jazzistica. Oggi Perugia, pur conservando il trofeo della primogenitura, ha perso la centralit\u00e0, accerchiata com\u2019\u00e8 da un\u2019infinit\u00e0 di manifestazioni simili create con lo stampino. Qualcuno continuer\u00e0 a dire che adesso si fa cos\u00ec: cosi \u00e8, se vi pare. Tu, per\u00f2, cara Vittoria, non farti irretire da festeggiamenti, celebrazioni, numeri e lustrini, non ci deludere subito. Perugia non \u00e8 pi\u00f9 la citt\u00e0 del jazz ma solo di Umbria Jazz, di cui siamo tutti orgogliosi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"968\" src=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/FrancescoCataldoVerrinaSUmbriaJazz-1024x968.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1814\" srcset=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/FrancescoCataldoVerrinaSUmbriaJazz-1024x968.jpg 1024w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/FrancescoCataldoVerrinaSUmbriaJazz-300x284.jpg 300w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/FrancescoCataldoVerrinaSUmbriaJazz-768x726.jpg 768w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/FrancescoCataldoVerrinaSUmbriaJazz.jpg 1182w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><strong>Francesco Cataldo Verrina Scrittore e Critico Musicale<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/ \u00abSono orgogliosa dei essere il sindaco della citt\u00e0, del jazz\u00bb, dice sorridente la neo-eletta Vittoria Ferdinandi, che io ho votato e di cui sono fiero: il sindaco di Perugia ha un profilo umano e professionale di altissimo livello, difficilmente riscontrabile in tanti politici di prifessione, ma deve essersi fatta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1806,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"pagelayer_contact_templates":[],"_pagelayer_content":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[14,19,5,16,12,6,8,21],"tags":[],"class_list":["post-1802","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","category-costume-societa","category-cultura","category-editoriale","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-umbria-jazz"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/UmbriaJ1-e1720979874448.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1802","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1802"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1802\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1816,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1802\/revisions\/1816"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1806"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1802"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1802"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1802"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}