{"id":1546,"date":"2024-01-10T22:54:58","date_gmt":"2024-01-10T22:54:58","guid":{"rendered":"https:\/\/verrina.it\/wp\/?p=1546"},"modified":"2024-01-13T22:57:23","modified_gmt":"2024-01-13T22:57:23","slug":"earthings-di-pure-joy-un-lavoro-di-rara-bellezza-dove-mondi-possibili-reali-e-immaginari-sincontrano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/verrina.it\/wp\/2024\/01\/10\/earthings-di-pure-joy-un-lavoro-di-rara-bellezza-dove-mondi-possibili-reali-e-immaginari-sincontrano\/","title":{"rendered":"\u00abEarthings\u00bb di Pure Joy, un lavoro di rara bellezza, dove mondi possibili, reali e immaginari s\u2019incontrano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Il substrato sonoro risulta alquanto descrittivo e possiede, insitamente, una forte componente \u00abgreen\u00bb.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019Africa \u00e8 il centro propulsore del ritmo, dove ritmo significa anche melodia, armonia, sogno, sofferenza, poesia, abbandono, speranza, ricerca di una dimensione altra. L\u2019Africa \u00e8 un luogo dell\u2019anima e della mente. L\u2019Africa \u00e8 anche il punto di confluenza di tutte le contraddizioni dell\u2019umanit\u00e0. Nel corso dei secoli, l\u2019Occidente e l\u2019Oriente hanno succhiato all\u2019Africa non solo le risorse minerarie ed aurifere, ma anche il sangue degli uomini e delle donne, che tradotti come schiavi per lande del pianeta, hanno contribuito alla civilt\u00e0 musicale del mondo euro-settentrionale, nord-americano e della \u00abfottuta razza superiore\u00bb. Senza la diaspora africana, oggi, non esisterebbero i generi musicali ritmici contemporanei. \u00abEarthings\u00bb, il nuovo disco di Pure Joy pubblicato dall\u2019etichetta Abeat Records, risulta imbevuto di Africa fino al midollo, in cui Joy Grifoni, contrabbassista e cantante, si ispira alla ruggente e accecante bellezza di una natura mai doma, ma \u00e8 anche un pretesto per scandagliare le numerose differenze culturali dell\u2019universo, non solo musicale: l\u2019Africa come inizio e fine di ogni ciclo musicale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Il concept si erge e si sorregge su otto componimenti<\/strong>, ognuno dei quali ha un titolo che richiama un nozione o una parola riferibile a una delle tante lingue africane. Sono numerosi gli strumenti che arricchiscono la struttura sonora dell\u2019album: il sax tenore e soprano, il piano, la batteria, il vibrafono, la marimba, la chitarra, la kora e le immancabili percussioni che rafforzano il legame del progetto al cordone ombelicale della Grande Madre Africa. Joy Grifoni, descrive cos\u00ec la sua creatura musicale: \u00ab<em>Tutto il resto sono solo nomi portati dal vento. Siamo tutti migranti su questa terra, una terra che \u00e8 un elemento di vita, di forza, di speranza. Il nostro grande viaggio continua e la nostra grande nave \u00e8 una dimensione artistica in cui ci deve essere la massima accettazione del diverso, da cui possiamo imparare un importante tassello mancante<\/em>\u00bb. Il substrato sonoro risulta alquanto descrittivo e possiede, insitamente, una forte componente \u00abgreen\u00bb, dove emerge l\u2019importanza delle stagioni, in cui ogni elemento della natura \u00e8 saldamente interconnesso: gli alberi con le loro foglie e radici, gli animali nel ciclo della vita, gli uomini di ogni cultura, razza e religione, tra passato, presente e futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>La storia musicale di Joy Grifoni sembra un viaggio,<\/strong>&nbsp;dove tutte le tappe appaiono come i capitoli di libro. Un cammino cominciato nel 2018 con l\u2019uscita del primo album, \u00abSpirit Of The Wood\u00bb imperniato su un\u2019intima ricerca creativa dedicata alla forza della natura ed ispirata alla filosofia cinese del Wu-Xing; alle soglie del 2020 prende forma il secondo lavoro \u00abFiredance\u00bb, con la collaborazione di accreditati artisti italiani, mentre il recente \u00abEarthings\u00bb, frutto di due anni di silenzio, si pregia, tra gli altri ospiti speciali, della collaborazione del sassofonista Seamus Blake (tracce 6,7,8) e di un valido line-up: Lorenzo Bisogno sax tenore e soprano, Manuel Magrini pianoforte (tracce 1,2,3,4,5), Davide Bussoleni batteria, Mattia Manzoni pianoforte (tracce 6,7,8), Marco Bianchi vibrafono, marimba, Francesco Baiguera chitarra, Pape Siriman Kanoute kora e voce, Bifalo Kabinet Kouyate djembe, kalabassa e percussioni. L\u2019opener \u00e8 affidato a \u00abKuumba\u00bbche in swahili significa \u00abcreativit\u00e0\u00bb e apre le \u00abdanze\u00bb con una pulsazione ritmica incalzante e una melodia a presa rapida che mette subito il luce il sax tenore di Lorenzo Bisogno e il piano di Manuel Magrini, i quali si completano attraverso un ottimo interplay ed variegato gioco di assoli. \u00abUbuntu\u00bb, che in zulu corrisponde al significato di \u00abumanit\u00e0\u00bb, ha una struttura armonicamente pi\u00f9 disinibita e indagatrice, in cui la voce Joy Grifoni si amalgama sinergicamente al sax soprano di Lorenzo Bisogno ed il vibrafono di Marco Bianchi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00abHanyauku\u00bb, ossia \u00abcamminare sulla punta dei piedi\u00bb in kwangali<\/strong>, si riferisce al rispetto per la terra. Il componimento \u00e8 calato in un\u2019ambientazione pi\u00f9 intima e introspettiva, nella quale si diffondono le note dal sax tenore di Lorenzo Bisogno e dal piano di Manuel Magrini alle prese con una costrutto melodico soffuso e brunito. \u00abLullaby For A Child Bride\u00bb usa il pi\u00f9 convenzionale idioma inglese per narrare la storia di una bambina costretta a sposarsi suo malgrado. Il plot sonoro si dipana come una nenia tra le spire vocali di Joy Grifoni, quasi un sussurro ricco di pathos, sostenuto dall\u2019ottimo comping del piano e del contrabbasso. \u00abUwa Duniya\u00bb, che indica il \u00abmondo\u00bb in dialetto hausa, \u00e8 un inno alle diversit\u00e0 che arricchiscono il nostro pianeta, dove una giubilante melodia ariosa e solare trova il suo nucleo vitale negli assoli di Bisogno e Magrini che sfrecciano frontali come in un senso unico alternato. \u00abTeranga\u00bb fa riferimento al significato di \u00abospitalit\u00e0\u00bb in wolof esprimendo l\u2019importanza dell\u2019accoglienza e della condivisione. Il sassofonista ospite, Seamus Blake, sviluppa il tema attraverso un&nbsp;<em>call-and-response<\/em>&nbsp;con il sax tenore di Lorenzo Bisogno, mentre Pape Siriman Kanoute aggiunge un tocco di esotismo al sincopato groove distillato dalle retrovie. \u00abUhuru\u00bb, ossia \u00ablibert\u00e0\u00bb in swahili e kiswahili, si sostanzia attraverso un impianto modale e una melodia ascendente, dove il sax tenore di Seamus Blake e il piano di Mattia Manzoni improvvisano in maniera non convenzionale verticalizzando in progressione. \u00abTalal\u00bb, che significa \u00abricerca\u00bb in wolof, chiude i battenti dell\u2019album sulla spinta di un\u2019armonia scarna e diretta, ma penetrante e sublimata dalla complicit\u00e0 fra il sax tenore di Seamus Blake e il piano di Mattia Manzoni, corroborata, sul finale, da un saggio percussivo di Bifalo Kabinet Kouyate. \u00abEarthings\u00bb di Pure Joy \u00e8 un lavoro di rara bellezza, dove mondi possibili, reali ed immaginari s\u2019incontrano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"768\" src=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/JoyGrifoni.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1547\" srcset=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/JoyGrifoni.jpg 768w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/JoyGrifoni-300x300.jpg 300w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/JoyGrifoni-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><strong>Joy Grifoni<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il substrato sonoro risulta alquanto descrittivo e possiede, insitamente, una forte componente \u00abgreen\u00bb. \/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/ L\u2019Africa \u00e8 il centro propulsore del ritmo, dove ritmo significa anche melodia, armonia, sogno, sofferenza, poesia, abbandono, speranza, ricerca di una dimensione altra. 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