{"id":1399,"date":"2022-12-21T08:59:06","date_gmt":"2022-12-21T08:59:06","guid":{"rendered":"https:\/\/verrina.it\/wp\/?p=1399"},"modified":"2023-11-26T09:15:18","modified_gmt":"2023-11-26T09:15:18","slug":"rosanna-decclesiis-con-xennial-un-vocal-jazz-contemporaneo-dove-moduli-espressivi-limitrofi-si-compenetrano-e-si-compensano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/verrina.it\/wp\/2022\/12\/21\/rosanna-decclesiis-con-xennial-un-vocal-jazz-contemporaneo-dove-moduli-espressivi-limitrofi-si-compenetrano-e-si-compensano\/","title":{"rendered":"Rosanna D\u2019Ecclesiis con \u00abXennial\u00bb, un vocal jazz contemporaneo dove moduli espressivi limitrofi si compenetrano e si compensano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Un lavoro di alta sartoria musicale capace di cucire insieme passato e presente con un\u2019imbastitura strumentale e canora non comune.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Sin dalle prime battute, si percepisce che questo album \u00e8 stato forgiato con il sacro fuoco del jazz, da cui fiamme escono folate di <em>blackness<\/em> e african-american mood. Dal tipico humus jazzistico si sviluppano per partenogenesi elementi dello stesso sangue, soul e funk, fratelli-coltelli generati non creati, ma della stessa sostanza del padre, il blues, che nella sua espressione pi\u00f9 moderna si trasforma in un accattivante rhythm\u2019n\u2019blues. La voce di Rosanna D\u2019Ecclesiis non insegue il facile consenso del melodismo pop da airplay radiofonico, piuttosto si misura su un terreno pi\u00f9 complesso ed artisticamente pi\u00f9 appagante. Il pensiero corre alle grandi black-singer, da Sarah Vaughan ad Aretha Franklin, non per similitudine vocale, ma la capacit\u00e0 di Rosanna di cogliere quello spirito che lega, attraverso un cordone ombelicale, il canto jazz al soul, la tradizione e la modernit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Il passato incombe sempre come una spada di Damocle <\/strong>sul capo di chi si misura con determinati generi o stili musical-canori che hanno una forte aderenza al passato e saltano a pie\u2019 pari tutto l\u2019indotto canzonettistico degli ultimi trent\u2019anni, ma la D\u2019Ecclesiis \u00e8 una donna del suo tempo e tenta di offrire altre suggestioni al popolo delle app e del web 4.0. Le sue parole sono alquanto eloquenti: \u00ab<em>Xennial \u00e8 il mio primo disco da solista, un insieme di tutte le musiche e gli stili che hanno accompagnato il mio percorso musicale fino a questo momento. Il titolo fa riferimento alla generazione Xennial, quella che Dan Woodman, professore associato all\u2019Universit\u00e0 di Melbourne ha definito la generazione di mezzo, nata con l\u2019analogico e cresciuta con il digitale<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Chi ha vissuto in un dato periodo dell\u2019evoluzione sociale e tecnologica<\/strong>, non pu\u00f2 che aver ricevuto una massiccia quantit\u00e0 di dati ed informazioni, soprattutto sul versante musicale, tanto che il background risente di una conoscenza frammentata (non frammentaria) e parcellizzata degli stili. Queste il punto di vista della cantante-compositrice: \u00ab<em>Faccio parte di questa generazione (cavallo fra due mondi) e l\u2019ho ritrovato nel mio modo di scrivere musica e cantare. Swing, soul, jazz, pop, sono le sonorit\u00e0 che troverete in questo disco<\/em>\u00bb. La logica del disco multitasking, non va intesa come una deminutio capitis, poich\u00e9 risulta molto pi\u00f9 difficile incollare insieme i vari pezzi di un patchwork sonoro, rendendoli omogenei o comunque organici ad un progetto che nasce sotto il comune denominatore di un jazz contemporaneo e dalle larghe vedute, dove moduli espressivi limitrofi si compenetrano e si compensano secondo il principio dei vasi comunicanti. Soprattutto il concetto di compattezza nasce anche dalla scelta di alcuni compagni di viaggio sicuri ed affidabili: \u00ab<em>Al mio fianco quattro musicisti eccezionali<\/em>\u00bb \u2013 come li definisce la D\u2019Ecclesiis \u2013 \u00ab<em>che hanno saputo interpretare al meglio le mie idee musicali: Vito Di Modugno, hammondista, pianista, bassista di fama internazionale, mio Maestro, punto cardine nella mia formazione musicale, Nico Grimaldi batterista, Antonio Grimaldi bassista, contrabbassista e Francesco Lomangino, sassofonista\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>La stessa cantantautrice definisce il suo album<\/strong> \u00ab<em>come un viaggio attraverso storie di vita realmente vissuta<\/em>\u00bb, ampiamente narrata dalla componente testuale dei singoli componimenti, ma \u00abXennial\u00bb si sostanzia musicalmente come un lavoro alimentato da un autentico spirito jazz, collettivo e collaborativo, guidato da una personalit\u00e0 impregnata di soulfulness e predisposta al groove, quasi per istinto. Addentrandoci pi\u00f9 compiutamente nel tessuto musicale dell\u2019album, gi\u00e0 dall\u2019opener, \u00abFortune\u00bb, si capisce quale strada la cantautrice pugliese ed il suo line-up di sodali intendano praticare. Il brano scritto dalla titolare dell\u2019impresa \u00e8 una ballata ad emersione graduale che cresce lentamente e riporta all\u2019atmosfera tipica del new cool inglese della seconda meta degli anni Ottanta, collocandosi tra Sade, Everything But The Girl e Carmel. \u00c8 probabile che la cantante abbia privilegiato altre influenze, anche pi\u00f9 recenti, ma il mood \u00e8 quello, soprattutto la parte strumentale locupletata dall\u2019organo di Vito di Modugno, il quale aggiunge un sapore vagamente retr\u00f2. A seguire una rivisitazione di \u00abLight My Fire\u00bb dei Doors, tutt\u2019altro che calligrafa e ricollocata in una dimensione molto pi\u00f9 \u00abnera\u00bb dall\u2019Hammond che diventa l\u2019elemento trascinate insieme alla vocalit\u00e0 di Rosanna elastica e ricca di sfumature liriche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00abMemories In My Mind\u00bb, a firma Vito di Modugno,<\/strong> ha tutto il fascino di una ballata soul anni Sessanta insanguata dal blues e dalle sonorit\u00e0 gospel dell\u2019organo. Con \u00abNew Country\u00bb si ritorna ad un\u2019ambientazione molto cool-jazz con un sinergico afflato tra gli strumenti e la voce spalmata sulle note con accurata maestria. \u00abNow Is The Time\u00bb si sostanzia attraverso un groove trapuntato di swing in cui emerge il sax di Francesco Lomangino, mentre Nico ed Antonio Grimaldi dispensano la giusta dose di ritmo dalle retrovie, guidati dal Piano Rhodes dell\u2019immancabile Di Modugno, che ne incrementa il PH acido e funkified. \u00abQuelli che\u00bb assume le sembianze di una soffice ballata sommessa, crepuscolare ed impregnata di reminiscenze blues, \u00abThe Mission\u00bb \u00e8 un mid-range a vocazione acid jazz che inietta nell\u2019aria alcune alcune essenze sonore modello Incognito, frutto di un equilibrato scambio di ruoli tra la cantante ed il sassofonista, che nella fase improvvisativa ricorda al mondo che questo \u00e8 un disco essenzialmente jazz. \u00abUgo\u00bb appare come un divertente swing dal tratto felino, che racconta di una vita da gatti, che rimanda ad una qualsivoglia figura ideale di jazzista, un po\u2019 randagio, distaccato ed indipendente. \u00abUs And Them\u00bb, ripreso da \u00abThe Dark Side Of The Moon\u00bb dei Pink Floyd, \u00e8 un altro passaporto per le stelle, magnificato da un\u2019interpretazione potente e personalizzata. In conclusione, una seconda take di \u00abThe Mission\u00bb (radio edit) dove il sax di Francesco Lomangino disegna una melodia a presa rapida che si conficca immediatamente nelle meningi. \u00abXennial\u00bb di Rosanna D\u2019Ecclesiis, pubblicato da AlfaMusic, \u00e8 un lavoro di alta sartoria musicale capace di cucire insieme passato e presente con un\u2019imbastitura strumentale e canora non comune.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"910\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Rosanna_DEcclesiis-910x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1401\" srcset=\"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Rosanna_DEcclesiis-910x1024.jpg 910w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Rosanna_DEcclesiis-267x300.jpg 267w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Rosanna_DEcclesiis-768x864.jpg 768w, https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Rosanna_DEcclesiis.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 910px) 100vw, 910px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Rosanna D&#8217;Ecclesiis<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un lavoro di alta sartoria musicale capace di cucire insieme passato e presente con un\u2019imbastitura strumentale e canora non comune. \/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/ Sin dalle prime battute, si percepisce che questo album \u00e8 stato forgiato con il sacro fuoco del jazz, da cui fiamme escono folate di blackness e african-american mood. 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