{"id":1051,"date":"2023-07-10T00:59:46","date_gmt":"2023-07-10T00:59:46","guid":{"rendered":"https:\/\/verrina.it\/wp\/?p=1051"},"modified":"2023-07-10T01:05:05","modified_gmt":"2023-07-10T01:05:05","slug":"come-un-demiurgo-in-unarena-harbie-hancock-sinnalza-e-svetta-sullaltare-di-umbria-jazz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/verrina.it\/wp\/2023\/07\/10\/come-un-demiurgo-in-unarena-harbie-hancock-sinnalza-e-svetta-sullaltare-di-umbria-jazz\/","title":{"rendered":"Come un demiurgo in un\u2019arena, Harbie Hancock s\u2019innalza e svetta sull\u2019altare di Umbria Jazz"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Elettrica e maliarda appare la magnifica illusione di due mani che si sfidano sui tasti: in quel riflesso sul pianoforte c\u2019\u00e8 qualcosa di stupefacente da vedere. Nel sesto decennio della sua carriera, Hancock non perde una nota, un battito o un passo, un cambio di tempo o di mood. Al contrario, le sue dita rivelano una destrezza e una potenza che lascia senza fiato, come se il tempo non fosse mai passato. Herbie Hancock ha 83 anni come Bob Dylan, ma diventa il riscatto e la rivincita del popolo del jazz convenuto all\u2019Arena Santa Giuliana. Herbie Hancock \u00e8 una vera icona della jazz nell\u2019accezione pi\u00f9 larga del termine. Nel corso delle sue esplorazioni e sperimentazioni ha trasceso e trasgredito limiti, vincoli e generi, inventando nuove regole d\u2019ingaggio, ma soprattutto ha conservato una voce strumentale inconfondibile, nell\u2019arco di una carriera che abbraccia sei decenni, segnata da innumerevoli successi e coronata da quattordici Grammy Awards e varie nomination all\u2019Oscar per le sue colonne sonore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Il ragazzo di Chicago dall\u2019aria intellettuale<\/strong>, approdato timidamente alla Blue Note agli albori degli anni Sessanta, \u00e8 tornato nuovamente ad incantare il vero popolo di Umbria Jazz. Con Hancock non c\u2019\u00e8 trucco non c\u2019\u00e8 inganno, e ci\u00f2 che lascia di stucco \u00e8 la sua naturalezza sul palco, il suo disincanto, la sua generosit\u00e0. Pi\u00f9 dell\u2019asettico e ibernato Dylan da quattrocentomila euro, egli ha banchettato con gli Dei, con i massimi tenutari del Pantheon della musica del Novecento, sebbene la miserabile e truffaldina cultura eurocentrica abbia sempre riservato ai musicisti di colore un posto ancillare e subordinato. Nonostante il jazz sia l\u2019unica espressione di arte popolare di derivazione africano-americana oggi considerata al pari della musica classica, i media nazionali, in massima parte, tacciono sulla presenza di personaggi come il pianista di Chicago sul suolo italico, mentre molti mezzi d\u2019informazione locale si limitano ai comunicati stampa forniti dagli organizzatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019ensemble di Herbie Hancock riflette la sua genialit\u00e0<\/strong>. Oltre a essere un trombettista da Oscar Terence Blanchard \u00e8 l\u2019uomo della propulsione in prima linea, colui che espande e ricama le melodie tracciate al piano dal band-leader. James Genus, bassista dal tocco energico e dal walkin\u2019 melodico, fornisce un inesorabile groove dalla retroguardia: estro e costanza sono le sue carte vincenti con cui spinge in avanti il convoglio senza deragliamenti e fornendo la spina dorsale ritmica, con la complicit\u00e0 del batterista, Jaylen Petinaud, il membro pi\u00f9 giovane del line-up; dal canto suo Lionel Loueke conferisce un sapore afro-caraibico al suo modo di suonare la chitarra. Ricoprendo il doppio ruolo, sezione ritmica e front line, egli apporta essenze e nuances esotiche e multi-etniche alla bisogna. La platea percepisce che Herbie e suoi sodali hanno voglia di divertirsi e che sono tutt\u2019altro che avari nello stabilire, almeno nel cercare, un\u2019empatia con il pubblico, mantenendo quasi un\u2019atmosfera da jam session. Il jazz \u00e8 anche fisicit\u00e0, quasi un full contact tra chi suona e chi ascolta: tutto ci\u00f2 \u00e8 nei filamenti di DNA delle blackness.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>La band rende omaggio a Wayne Shorter<\/strong>, morto il 2 marzo 2023, a 89 anni, membro fondatore dei Weather Report, compagno di tante avventure di Hancock alla corte Miles Davis e non solo. \u201cFootprints\u201d, \u00e8 uno standard di Shorter, che il pianista ha sempre amato portare nei suoi concerti, lo ha eseguito anche lo scorso anno. Questa volta c\u2019\u00e8 un velo di amarezza tra note, nonostante la performance sia perfetta. Herbie Hancock \u00e8 costantemente espansivo e non intrappola mai i suoi compagni di viaggio, concedendo a ciascuno di essi il proprio spazio espressivo ed espositivo. Del resto il jazz senza interplay, contrappunto, scambio, call and response, non avrebbe motivo di esistere. Da sempre Herbie Hancock, musicista e compositore di immenso talento, anticipatore per corredo genetico, leader nell\u2019innovazione e nella contaminazione, ha esercitato un\u2019influenza incommensurabile sullo sviluppo dei diversi stili, linguaggi e metalinguaggi del jazz, del rock e del funk. Il pianista alle prese con le sue diavolerie elettroniche riesce a far sentire vecchi perfino i nuovi rapper e trapper, ricordando loro, indirettamente, di essere stato uno dei primi utilizzatori di vocoder, nonch\u00e9 ad applicare flanger ed autotune alla voce. A ottantatr\u00e9 anni suonati, Hancock non disdegna di ricercare ed esplorare inedite sonorit\u00e0 e di usare filtri ed effetti, i quali continuano a portare la musica verso un indefinito altrove. Il pubblico lo approva, ne riconosce il talento e la coerenza. Il pianista di Chicago \u00e8 stato uno dei primi innovatori a muoversi sulla scia della svolta elettrica di Miles Davis. Herbie Hancock \u00e8 comunque il dominus della serata: sul palco suona, dirige, imbocca i sideman, si alza, canticchia: a volte \u00e8 pi\u00f9 funk, altre volte pi\u00f9 jazz, qualche volta rock. Egli rappresenta l\u2019epitome di un jazz irrequieto, che si muove, si spacca, si frantuma, si rinsalda, si mescola, si evolve ma che, soprattutto cattura lo spirito dei tempi. Quello di Herbie Hancock \u00e8 sempre un \u201cMaiden Voyage\u201d (viaggio inaugurale) che si ripete da circa sessant\u2019anni. L\u2019afflato tra l\u2019artista e la platea si compie in maniera del tutto spontanea, senza sacralit\u00e0 e senza quella fastidiosa distanza tra l\u2019io e il voi, che tanto piace ai sudditi del Bob Dylan di turno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/ Elettrica e maliarda appare la magnifica illusione di due mani che si sfidano sui tasti: in quel riflesso sul pianoforte c\u2019\u00e8 qualcosa di stupefacente da vedere. Nel sesto decennio della sua carriera, Hancock non perde una nota, un battito o un passo, un cambio di tempo o di mood. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1052,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"pagelayer_contact_templates":[],"_pagelayer_content":"","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[14,5,16,15,6,8,21],"tags":[],"class_list":["post-1051","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","category-cultura","category-editoriale","category-eventi","category-jazz","category-musica","category-umbria-jazz"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Herbie-Hancock_X2-e1688950775843.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1051","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1051"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1051\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1054,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1051\/revisions\/1054"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1052"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1051"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1051"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/verrina.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1051"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}