UN UOMO SULL'ORLO DI UNA CRISI DI VERVE - Versione 8.0

DAL RASOIO DI OCCAM AL PENSIERO DIVERGENTE
da "La Comunicazione di Plastica" di Francesco Cataldo Verrina


Viviamo notoriamente in un periodo di “pensiero debole”, dove tutto scorre, anzi corre, a ritmo e velocità elevatissimi, senza troppe regole, tra crisi annunciate o reali, catastrofi naturali, capricci climatici, stagioni che non sono più le stesse, politici per tutte le stagioni, guerre intelligenti, tecnologia deficiente, scontri fra culture, globalizzazione forzata: sembrerebbe che la nostra epoca si debba caratterizzare per la presenza periodica di ripetuti september eleven (11 settembre, non necessariamente di natura terroristica), ossia di forti scossoni economico-sociali, seguiti da crisi che investono anche il mercato della pubblicità. Tra breve bisognerà fermarsi a riflettere, anche perché ci siamo giocati i primi dieci anni del nuovo millennio, senza aver visto i frutti di quella che, alla fine dei ’90, veniva annunciata come l’era della new-economy, anzi quel poco di buono che la realtà fittizia dell’economia mondiale era riuscita a creare in questa specie di second life basata su soldi virtuali, si è sgretolato sotto i colpi di un’incapacità manifesta. Probabilmente, dopo tanti cicli, ricicli e tricicli, cambieranno nuovamente gli “attanti” sulla scena, i trends, i gusti le tecnologie e l’andazzo generale; forse la pubblicità dovrà mostrare ancora un nuovo volto, forse mille facce ed essere, per davvero, una, nessuna e centomila. In questa nostra società, pur vivendo noi tutti all’interno di intricate complessità, di forti contraddizioni e di mostruose complicazioni, si ha la tendenza a semplificare, quasi a voler ridurre ogni sforzo mentale; ad esempio, una delle parole più diffuse e più di moda, anche per necessità, risulta essere “taglio”: si tagliano le ore ed i posti di lavoro, si taglia il numero di dipendenti, si tagliano i finanziamenti, si taglia la spesa pubblica e la spesa domestica, si tagliano i giorni di vacanza, si tagliano i costi di ogni cosa. Alla luce di quanto esposto, sembra emergere e prepotentemente l’idea del Rasoio di Occam, che non ha nulla a che spartire con i tanti bilama, trilama e tetralama decantati dalla pubblicità, quei rasoi che cercano e scovano il pelo, finanche nell’uovo, ma fa riferimento ad una sottile corrente di pensiero che, nel corso degli anni, ha avuto alterne fortune. Tale idea parte da un’evoluzione del concetto d'induzione. Uno degli aspetti ricorrenti della filosofia, della scienza o di qualunque disciplina di studio è il problema dell'induzione. Solitamente si procede partendo dall'esempio di David Hume, per il quale ogni osservazione di un corvo nero dovrebbe confermare la teoria che tutti i corvi sono neri. Ecco cosa non deve (o non dovrebbe) fare un buon pubblicitario, se creativo: limitarsi a catalogare i corvi neri, ragionando per induzione. Il punto forte della creatività non può essere quello di allevare pecore bianche, ma di cercare la pecora nera, quale elemento di distinzione. Le osservazioni ripetute di un fenomeno possono perfino dare vita a qualche teoria, creare un metodo di lavoro e d’indagine capace di spiegare gli eventi (e/o mutamenti) passati e di prevedere eventi futuri. Il Rasoio di Occam (Ockham's Razor), nel nostro caso è solo una pietra di paragone, ma ci aiuta a giungere per gradi ad un ragionamento ben più articolato. Guglielmo di Ockham suggerì che tra le diverse spiegazioni di un fenomeno naturale si dovesse preferire quella che non moltiplicava enti (o entità) inutili: in latino, entia non sunt multiplicanda. L'esempio più classico si riferisce alla questione creazione dell'universo: da un lato si può ipotizzare un universo eterno, che si è generato da sé o per una serie di motivi sconosciuti; dall'altro, un universo generato da una divinità, la quale a sua volta è eterna, generata da sé o da cause sconosciute. In questo senso, la prima versione non postula enti inutili (la divinità), quindi è preferibile. Al giorno d'oggi, comunque, si tende a definire la teoria del Rasoio di Occam come la scelta più semplice. Il Rasoio di Occam è stato solitamente usato come regola pratica per scegliere una, tra molteplici ipotesi, che avesse la capacità di spiegare o sostenere un’idea o un fenomeno. Siccome in pubblicità, come in ogni materia creativa esistono infinite variazioni egualmente coerenti con i dati, ma che in alcune circostanze predicono risultati molto differenti, il Rasoio di Occam potrebbe non essere confacente ad un’entità così imprevedibile e volatile come la creatività in genere. Senza una regola come il Rasoio di Occam, gli scienziati non avrebbero mai alcuna giustificazione pratica o filosofica per far prevalere una teoria sulle infinite concorrenti: la scienza perderebbe ogni potere predittivo, ma se nell’ambito della pubblicità si utilizzasse tale regola, si perderebbe la possibilità di avere quell’elemento di “diversità” o quelle eccezioni che fanno la differenza. Tantomeno l’assunto del Minimum Description Length (minima lunghezza di descrizione), quale diffusa pratica per un’informazione comprensibile, deve portare a confondere o sovrapporre il concetto di semplicità con quello di semplificazione. Nell’ambito del sistema dei media, il fenomeno della semplice sovrapposizione rappresenta uno dei mali più dannosi. Un esempio potrà aiutarci a comprendere meglio. Nel corso dei secoli, l’umanità ha sempre avuto la tendenza a costruire, coprendo quanto edificato dalle civiltà precedenti; tale vezzo è stato esteso, in epoche più recenti, anche ai mezzi di comunicazione, dove si è sempre pensato che il più recente dovesse coprire, oscurare o annullare il precedente: furono in molti a pensare che la televisione dovesse sostituire totalmente la radio o che Internet potesse mandare in pensione il libro ed il cartaceo in genere. Così non è stato, poiché all’interno dei sistemi di comunicazione esistono dinamiche di pensiero non sovrapponibili, non semplificabili, dove ad una reazione non corrisponde mai una sola azione uguale e contraria; soprattutto perché le dinamiche mentali di quanti operano in questi ambiti (e nello specifico quello della pubblicità) non procedono, muovendo dall’assunto basilare del Rasoio di Occam, ma seguendo le coordinate di un differente modo di pensare, che, anche quando inconsapevole, rientra nell’ambito di quello che alcuni studiosi definiscono “pensiero divergente”...

Copyright © 2010 - Adv News - All right reserved


www.kriterius.com